"Il quadro è uno specchio per chi guarda e al suo interno il silenzio si connota come spazio fisico e mentale per la riflessione e l'emersione dei ricordi". E' con queste parole che Massimo Pedrazzi introduce la personale Lo Spazio del Silenzio allestita presso il Castello di Formigine fino al 31 gennaio 2010.

Il suo percorso formativo, sempre in continua evoluzione, si fonda su alcuni importanti aspetti della ricerca pittorica come, ad esempio, una personalissima riflessione sul rapporto tra l'arte e le immagini multimediali che sempre più caratterizzano la nostra vita e il tentativo di andare oltre la mera visione per approfondire la sfera emozionale.

Come spiega Pedrazzi: “Il rifiuto all’imitazione dell’immagine diventa un modo per portare il pittore alla scoperta di altri orizzonti al fine di trovare una linea, una tonalità di colore che possano caratterizzare immagini che, spontaneamente, veicolino un pensiero”.

Quest’ultimo deve rivelare quel qualcosa che la mera immagine (sia essa pubblicitaria o televisiva) non possiede e che l’artista identifica come il suo personale genio, le sue esperienze che vengono trasmesse con un gesto quasi automatico dalla mano alla tela. In un mondo dove tutto è arte e segno artistico, secondo Pedrazzi il pittore deve compiere un ripiegamento su sé stesso per sondare lo spazio e il tempo che ci circonda alla ricerca di “una musica che la mani sappiano suonare anche senza conoscere le note”. Allo stesso modo, il visitatore è invitato a prendere parte a questa riflessione, a elaborare il messaggio che il pittore cela tra le trame della tela e nelle ambientazioni silenziose dei paesaggi per fare spazio dentro di sé a nuove emozioni.

Lo Spazio del Silenzio
di Annalisa Malavolta

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